L'allattamento al seno
I benefici per te e il tuo bambino
Un legame intimo e coinvolgente
Allattare al seno il tuo bambino è il sistema più semplice, e più naturale, per instaurare con lui un legame intimo e speciale, emotivamente implicante e coinvolgente. Se avvicini il suo viso al capezzolo, scoprirai infatti che l’istinto di succhiare e deglutire è innato: non occorre insegnargli niente, perché il piccolo sa già che cosa fare. L’allattamento al seno - oltre a fornirgli il nutrimento di cui ha bisogno - costituisce anche un’esperienza estremamente gratificante sul piano psicologico, per te e per il tuo bambino. Il contatto con la tua pelle e il tuo odore sono per lui fonte di continua rassicurazione e conforto: fattori importantissimi per la sua tranquillità emotiva.
Il nutrimento ideale per il tuo bebè
Per favorire il suo sviluppo, il latte materno è senza dubbio l’alimento più indicato. Fornisce infatti al bambino tutte le sostanze nutritive di cui ha bisogno, sia in termini quantitativi che qualitativi: proteine, carboidrati, grassi, vitamine e sali minerali. In più, il tuo latte è una preziosa fonte di immunoglobuline, in grado di proteggerlo dalle infezioni fino a quando il suo sistema immunitario sarà sufficientemente sviluppato. Ma il tuo latte ha altre doti ineguagliabili: oltre a essere unico, inimitabile e specifico per il tuo piccolo, è anche igienicamente adeguato e sempre disponibile all’occorrenza, alla giusta temperatura. In aggiunta, è facilmente digeribile e riduce l’insorgenza di allergie alimentari.
Allattarlo al seno giova anche a te
L’allattamento al seno comporta numerosi vantaggi anche per la mamma. Prima di tutto, aumenta il rilascio di ossitocina, un ormone che determina la contrazione dell’utero, favorendo il ripristino delle sue dimensioni originarie. Implica inoltre un certo dispendio calorico, favorendo il consumo delle riserve di grasso accumulate e aiutandoti quindi a recuperare più rapidamente il tuo peso. Sembra anche avere un effetto protettivo nei confronti di alcune malattie, tra cui l’osteoporosi.
La dimensione del seno non conta
Alcune donne pensano che un seno piccolo possa pregiudicare la quantità, o la qualità, del latte prodotto. Si tratta di un convincimento del tutto errato: forma e dimensione del seno non influiscono in alcun modo sulla lattazione.
Il tuo latte: in linea con le sue esigenze
Il latte materno è in continua evoluzione, per adeguarsi alle esigenze nutrizionali del bambino. Nei primi quattro giorni dopo il parto, il tuo latte (detto “colostro”) ha infatti un elevato contenuto di proteine e sali minerali, nonché di immunoglobuline: gli anticorpi necessari per difendere il piccolo dalle infezioni nel primo impatto con l’ambiente esterno. Il colostro ha anche un effetto lassativo e aiuta il bambino a liberarsi del “meconio” (le prime feci, che si formano prima del parto e vengono in genere evacuate il primo giorno). Dal quinto giorno, in corrispondenza della cosiddetta “montata lattea”, il latte si arricchisce di grassi e lattosio: si parla in questo caso di latte di transizione. Il latte maturo si forma invece solo verso il decimo giorno dopo il parto. La sua composizione è variabile (è più ricco di grassi al mattino) e si modifica anche nell’ambito della singola poppata: inizialmente il latte è più acquoso e ricco di zuccheri, per placare la sete, successivamente diventa più cremoso ed aumenta il contenuto di grassi per indurre il senso di sazietà. Il tuo latte possiede un’altra caratteristica straordinaria, che contribuisce a renderlo davvero unico: il suo gusto si modifica in base alla tua alimentazione, consentendo al tuo piccolo di scoprire i primi sapori. Anche per questo, è meglio evitare l’assunzione di cibi che potrebbero infastidirlo, come aglio, cipolla, cavoli e asparagi.
Come viene regolata la produzione di latte?
La suzione del seno da parte del bambino sollecita la produzione di latte: quanto più il bambino succhia, tanto maggiore sarà il quantitativo di latte prodotto. Proprio per questo, è molto importante dare al bambino la prima poppata nelle prime ore di vita (l’ideale è nelle prime due ore), quando il suo riflesso di suzione è particolarmente elevato. Così facendo, si favorirà la produzione degli ormoni responsabili della lattazione e la relativa comparsa della montata lattea. Nei primi giorni, le poppate devono essere brevi e frequenti: in questo modo, oltre a trovare la posizione più comoda per allattare, eviterai di irritare i capezzoli.
Che cos’è l’allattamento a richiesta?
Inizialmente il tuo latte – prodotto in seguito alla montata lattea – potrà essere più o meno abbondante. La produzione di latte dipende anche dalla richiesta del tuo bambino, quindi è importante che il piccolo abbia la possibilità di alimentarsi quando vuole e possa attaccarsi in modo corretto al seno. Con l’allattamento a richiesta il bambino mangia spesso, facendo 8-10 poppate al giorno. Il numero delle poppate in genere tende a diminuire con il passare del tempo.
Il latte prodotto è sufficiente?
Questa è una preoccupazione frequente per tutte le neo-mamme. Il sistema migliore per assicurare al tuo piccolo tutto il latte di cui ha bisogno è allattarlo a richiesta. Per ottenere risultati ancora migliori, fai in modo di bere liquidi in abbondanza e cerca di riposarti e rilassarti quanto più possibile: lo stress può infatti ridurre la produzione di latte.
Come allattare
Per cominciare la poppata
Per stimolare il riflesso di suzione, basta avvicinare il capezzolo al labbro inferiore del bambino, che aprirà la bocca automaticamente per cominciare a succhiare. Accertati che eserciti la suzione anche sull’areola intorno al capezzolo, per facilitare il deflusso del latte. Durante l’allattamento, assicurati che il bambino respiri con il naso: comprimi il seno tra pollice e indice per evitare che ostruisca le sue narici. Accertati anche che il suo labbro inferiore sia estroflesso (ossia girato verso l’esterno). Durante la stessa poppata è opportuno alternare i seni, in particolare all’inizio dell’allattamento, per favorire la montata lattea.
Per interrompere la poppata
Le ragadi o l’indolenzimento dei capezzoli possono essere causati da una non corretta interruzione della poppata: il bambino non deve essere mai staccato dal seno prima di aver interrotto la suzione. Per indurlo a smettere di succhiare, premi con dolcezza sul suo mento, oppure prova a inserire delicatamente il tuo mignolo nell’angolo della bocca.
Con che frequenza allattare
Non esistono regole assolute. E’ importante che le poppate siano frequenti e che tu sia pronta ad allattare a richiesta. Soprattutto all’inizio, le abitudini del tuo piccolo potranno essere del tutto imprevedibili: alcuni giorni avrà sempre fame, mentre altri giorni dormirà più a lungo tra una poppata e l’altra. In linea di massima, puoi considerare circa 6 poppate nell’arco delle 24 ore, anche se – soprattutto i primi giorni – queste potranno anche essere 8-10 al giorno.
La durata di ogni poppata
Il bambino è in grado di auto-regolarsi, succhiando il quantitativo di latte di cui ha bisogno e smettendo spontaneamente quando è sazio. Spesso l’esperienza sarà talmente appagante, piacevole e rilassante che il piccolo si addormenterà al seno. Il primo mese, la poppata può richiedere anche 30-40 minuti, successivamente la durata tende a ridursi a circa 15-20 minuti. E’ comunque importante mantenere un atteggiamento elastico, restando a disposizione del tuo piccolo per tutto il tempo necessario. Ricorda anche che, all’inizio della poppata, il tuo bambino succhia avidamente, ma il latte comincia a fluire solo dopo qualche minuto.
La pausa per il “ruttino”
Quando viene allattato, il bambino - oltre al latte - inghiotte anche un po’ di aria. Ecco perché, nel bel mezzo della poppata, avrà bisogno di una pausa di circa 20-30 secondi: un momento importante per riprendere fiato e fare il famoso “ruttino”. Per facilitare il “ruttino” e l’espulsione di aria dallo stomaco, tieni il piccolo contro la tua spalla, con la testa all’altezza del tuo collo. In alcuni casi, il ruttino si verifica anche pochi minuti dopo l’inizio della poppata.
La posizione ideale per la poppata
Per condividere appieno questo momento di grande intimità e tenerezza tra te e il tuo bambino, è importante trovare una posizione che ti consenta di allattarlo senza stancarti. Puoi decidere di farlo stando seduta: magari scegliendo la tua poltrona preferita, con la schiena ben dritta contro un cuscino e i piedi posati su uno sgabello basso. In questo caso, puoi appoggiare la testa del bambino nell’incavo del braccio, sorreggendogli il sederino con l’altra mano. Tutto il suo corpo deve essere ben posizionato davanti a te. Per evitare di affaticarti, non piegare il busto in avanti: se la testa del bambino non arriva all’altezza del seno, è meglio posare sulle gambe un cuscino, sul quale sdraiare il bebè. In alternativa, puoi allattarlo stando distesa a letto: coricati su un fianco, con le gambe piegate per essere più stabile, e allinea il corpo del piccolo al tuo, con la sua testa all’altezza del seno. Sistema un cuscino dietro la sua schiena.
Allattare due gemelli
Se sei la mamma di due gemelli, puoi scegliere se allattarli separatamente oppure in contemporanea. Nel primo caso, è meglio annotare su un quaderno frequenza, durata e seno coinvolto nella poppata per ciascun bambino, per accertarti che entrambi vengano nutriti in modo adeguato ed evitare confusioni. Se i piccoli succhiano con intensità differente, è meglio cambiare lato più spesso, per evitare l’ingorgo di un seno.
Se invece scegli di allattarli contemporaneamente, quali sono le posizioni migliori?
Se i bambini hanno problemi ad attaccarsi al seno, l’ideale è stare seduta, tenendo uno dei bebè nella posizione classica (nell’incavo del braccio) e l’altro nella cosiddetta posizione a “palla da rugby”: faccia al seno e corpo sotto il tuo braccio, dallo stesso lato. In alternativa, entrambi i piccoli possono succhiare in posizione “palla da rugby”, mentre tu stai seduta con le gambe incrociate per sorreggerli adeguatamente. Se sei distesa, puoi adagiare i tuoi piccoli parallelamente al tuo corpo. Nell’allattamento dei gemelli, è meglio alternare i seni a ogni poppata: non tutti i bambini succhiano con la stessa intensità e, così facendo, ti accerterai di nutrirli nello stesso modo.
Allattare dopo il parto cesareo
Anche dopo un parto cesareo, è possibile allattare il bambino, non appena il medico lo consiglia. Se fosse necessario, puoi prelevare il latte con un tiralatte (stimolando così la successiva produzione), chiedendo che venga somministrato al bambino, in attesa di poterlo allattare direttamente dal tuo seno.
Effetti del latte sul tuo piccolo
Si alimenta in modo sufficiente? Occhio al pannolino e al peso
Un sistema molto semplice per verificare se il tuo bambino si nutre in modo adeguato è annotare su un quaderno il numero di poppate quotidiane e il numero di cambi di pannolino (indicando se è bagnato o sporco). Un dato quantitativo attendibile, che potrai sottoporre al pediatra.
In linea di massima, nelle prime settimane di vita, il tuo piccolo bagnerà il pannolino circa 6 volte e lo sporcherà circa 4 volte al giorno. Anche il peso può aiutarti a capire se il bambino sta crescendo in modo regolare: puoi pesare il tuo piccolo una volta alla settimana, tenendo conto che, nei primi 3 mesi, l’aumento di peso settimanale dovrebbe essere di circa 150 g.
Come cambiano le feci del bambino
Le prime feci del bambino, subito dopo la nascita, saranno scure e vischiose: è il cosiddetto meconio. Se viene allattato al seno, dopo qualche giorno saranno invece più frequenti e assumeranno una consistenza molle e una colorazione giallo verdognola: non è un sintomo di diarrea, bensì una conseguenza dell’elevata digeribilità del latte materno.
Le coliche del neonato
Le coliche sono un disturbo estremamente frequente, fino alla fine del terzo/quarto mese. In genere, sopraggiungono nelle ore serali: il bambino comincia a piangere, anche se ha trascorso una giornata in perfetta salute e pieno di energia. Per alleviare il fastidio, prova a coricarlo a pancia in giù e massaggiarlo con delicatezza, mentre gli parli con tono dolce e rassicurante. Se le coliche diventano più frequenti e prolungate, consulta il pediatra.
Quando ti devi assentare
La spremitura del latte
Se l’allattamento al seno deve essere temporaneamente sospeso, per difficoltà di allattamento o perché ad esempio, decidi di ricominciare a lavorare, puoi continuare comunque a somministrare il tuo latte al bambino. I sistemi per prelevarlo sono sostanzialmente due: tramite la spremitura manuale o il tiralatte.
Spremitura manuale
Prima di cominciare, lavati accuratamente le mani. Inclina il busto in avanti, in modo che la forza di gravità faciliti il deflusso del latte. Posiziona entrambe le mani sul seno, con i pollici verso l’alto e le altre dita intorno al seno. Fai scivolare delicatamente entrambe le mani verso il capezzolo, togliendo una delle due quando si avvicina all’areola. Con la mano libera, afferra l’areola tra il pollice e l’indice. Con l’altra mano, avvicina il pollice e l’indice al capezzolo, esercitando una leggera pressione. Ruota la mano per premere lungo l’intera circonferenza, in modo che tutto il seno venga spremuto. A questo punto, ripeti l’operazione sull’altro seno.
Tiralatte
Esistono diversi tipi di tiralatte manuali o elettrici, acquistabili in qualsiasi farmacia. Alcuni di questi consentono di raccogliere il latte direttamente in un poppatoio.
Come conservare il tuo latte
Il latte materno può essere facilmente conservato. Basta inserire in un contenitore di plastica (meglio evitare il vetro, in quanto alcune componenti del latte possono aderire alle pareti) il quantitativo corrispondente a un pasto del tuo bambino. Il contenitore va tenuto in frigorifero per non più di 24 ore, oppure nel freezer per non più di tre mesi.
Il tuo seno durante l’allattamento
Le piccole complicazioni dei primi tempi
Soprattutto all’inizio, l’allattamento può causare alcuni piccoli disturbi che con qualche accorgimento, potrai risolvere con facilità.
Ingorgo mammario
Nelle prime settimane, i tuoi seni potranno essere dolenti, caldissimi e tesi anche dopo la poppata. Per alleviare il fastidio, prima di allattare fai qualche impacco e una doccia calda, dirigendo il getto d’acqua sulle aree doloranti. Dopo la poppata, applica un impacco freddo sul seno. Se il problema persiste, puoi far defluire il latte esercitando una leggera pressione manuale sul seno oppure aiutarti con un tiralatte.
Ragadi
Si tratta di fastidiose screpolature sui capezzoli, simili a minuscole ferite, che possono infettarsi. In questo caso, puoi alleviare il dolore applicando sul seno una compressa fredda. E’ anche utile l’olio di mandorle dolci, da applicare sull’areola. Quando allatti il tuo bambino, accertati che sia attaccato in modo corretto al seno. Riduci la durata della singola poppata, aumentandone la frequenza e cerca di assumere posizioni diverse, in modo che la pressione sul capezzolo sia varia. Per favorire il processo di guarigione, spalma qualche goccia del tuo latte sulla cute irritata e usa i proteggi-capezzoli.
Prenditi cura del tuo seno
Per proteggere il seno durante l’allattamento, è bene osservare qualche semplice regola. Innanzitutto, evita l’uso di alcol e altre sostanze irritanti sui capezzoli. Prima di ogni poppata, lavali con acqua calda. Proteggi le areole con le compresse d’allattamento. In questo periodo, evita l’uso di reggiseni con sostegni metallici sulle coppe, perché hanno un’azione costrittiva sul seno che potrebbe facilitare l’insorgenza di infezioni. Le coppe devono essere in cotone, senza componenti in plastica (che non lasciano traspirare la pelle). Per assorbire eventuali perdite di latte, puoi utilizzare dischetti assorbilatte in cotone, inserendoli nelle coppe del reggiseno.
La tua alimentazione mentre allatti
In questo periodo particolare, i nutrienti che assumi attraverso la dieta sono innanzitutto utilizzati per la produzione del latte e influiscono sulla sua composizione. Solo successivamente, vengono destinati al tuo organismo. Ecco perché un’alimentazione equilibrata e diversificata (con un adeguato apporto di proteine, vitamine e sali minerali) è fondamentale per preservare la tua salute e quella del tuo bambino.
In linea generale, cerca di inserire nella tua dieta quotidiana frutta e verdura fresca in abbondanza, per l’elevato contenuto vitaminico. Anche l’apporto di calcio è essenziale (al tuo piccolo, serve per rafforzare le ossa e i denti; ed è utile per te, per prevenire la futura insorgenza di osteoporosi). Il fabbisogno di calcio durante l’allattamento è di 1300 mg al giorno, fino ai 18 anni; 1.000 mg al giorno, dai 19 anni in avanti. Una corretta assunzione di proteine è invece molto importante per la formazione di cellule sane, per il tuo organismo e per quello del tuo bambino.
In questo periodo, il tuo fabbisogno energetico aumenta di circa 650 kcal al giorno, ma in parte il tuo organismo potrà ricavare le calorie in più dalle riserve di grasso depositate durante la gravidanza: per questo motivo, probabilmente il tuo medico ti consiglierà di incrementare l’assunzione calorica quotidiana di circa 500 kcal.
Per quanto riguarda la scelta degli alimenti, invece, è meglio evitare quei cibi che possono alterare il sapore del latte, come cavoli, asparagi, verze, broccoli, carciofi, cipolla, aglio.
Per favorire la lattazione, cerca di bere almeno 8 bicchieri d’acqua al giorno; sono utili anche i succhi di frutta e le tisane. Limita l’assunzione di caffè e altre bevande contenenti caffeina (o, per lo meno, cerca di assumerle subito dopo aver allattato, in modo che siano state completamente assorbite alla poppata successiva). Le bevande alcoliche sono da evitare.
Da considerare…
Quando il latte manca
Può capitare che, nonostante tu desideri allattare, il tuo latte manchi in modo parziale o totale.
Prima di rinunciare all’idea, optando per l’allattamento artificiale, accertati di aver seguito tutti i consigli per favorire la lattazione (oltre a un’alimentazione corretta, è anche molto importante riposare in modo adeguato, soprattutto tra una poppata e l’altra).
Se questi tentativi non danno i risultati sperati, cerca di non vivere l’impossibilità di allattare al seno in modo traumatico. Prima di tutto, perché i notevoli progressi effettuati nel campo della nutrizione infantile hanno permesso di studiare valide alternative al latte materno, in grado di garantire il corretto sviluppo del tuo bambino. In secondo luogo, perché ci sono moltissimi altri modi per manifestargli l’affetto e le attenzioni di cui ha bisogno.
Se il tuo latte manca, rivolgiti al tuo pediatra che saprà consigliarti l’alternativa più adeguata.
Ricorda inoltre che Nestlé offre una gamma completa di latte di proseguimento, per soddisfare le esigenze specifiche del tuo piccolo.
Fatti aiutare da amici e parenti
L’allattamento è un’esperienza gratificante e meravigliosa, ma comporta anche una grande stanchezza fisica. Per non disperdere le tue energie, preziose per la lattazione, accetta volentieri un aiuto pratico nelle faccende domestiche da parte di chi ti sta intorno.
Fumo e allattamento
Il fumo di sigaretta può ridurre la produzione di latte. Ricorda inoltre che il fumo passivo è estremamente dannoso per il bambino.